MODIFICA ASSEGNO DI MANTENIMENTO


CASO:
All’atto della separazione, la moglie del nostro cliente non svolgeva alcuna attività lavorativa, tuttavia da fonti confidenziali il nostro cliente è venuto a sapere che dopo pochi mesi, l’ex consorte già lavorava presso l’ufficio di un conoscente con una formula part time.

Non essendo in regola però non poteva risultare alcuna percezione di reddito da parte della donna.

Il cliente si è rivolto a noi, in seguito alla richiesta da parte dell’ex moglie, dell’aumento dell’assegno di mantenimento, che con tali presupposti sarebbe ingiustificato

SOLUZIONE:
Procedevamo quindi con le indagini, con l’obiettivo di dimostrare che la donna svolgesse attività lavorativa, ed per ottenere così elementi tali da negare alla stessa l’aumento dell’assegno di mantenimento in sede legale.

Non essendo a conoscenza dell’orario di lavoro della richiesta, effettuavamo un controllo diretto preliminare al lunedì mattina, per stabilire gli orari standard di una giornata “tipo” della donna.

La richiesta usciva tutte le mattina alle ore 8,30 am per recarsi presso gli uffici dell’azienda del conoscente, tra l’altro situato a breve distanza dalla propria abitazione. Controllavamo la richiesta per tutta la settimana, certificano gli orari lavorativi e fornendo supporti cine/fotografici, tutti inseriti nel dossier finale che eventualmente avrebbe potuto essere utilizzato in sede giudiziale.

Dopo i primi giorni di controllo, sospendevamo per riprendere l’attività investigativa solo successivamente e ad intervalli “spot” regolari, al fine di testimoniare la continuità nel tempo della situazione lavorativa della richiesta.

Grazie alle nostre indagini, il cliente è riuscito così ad ottenere una variazione positiva dell'assegno di mantenimento, a suo favore e ricalcolato in base alle ore di lavoro del coniuge.


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